Riccardo Prisciano è alla guida dello Studio Legale Prisciano – Prisciano & Partners, realtà attiva principalmente nel diritto penale e nel settore del risarcimento del danno, con particolare attenzione a sinistri stradali, infortuni sul lavoro e responsabilità medica. Il suo approccio si distingue per l’utilizzo delle indagini difensive, spesso integrate anche in ambito civile, come strumento strategico per la tutela del cliente. Nel corso della sua attività ha seguito casi complessi e di grande rilievo economico, ottenendo risultati significativi in materia risarcitoria. Recentemente è stato premiato ai Le Fonti Awards come “Avvocato dell’Anno Diritto Penale Udine”, riconoscimento che valorizza il suo percorso professionale e l’eccellenza dello Studio.
- Lo Studio Legale Prisciano è riconosciuto per un approccio fortemente orientato al diritto penale e alle risarcitorie. Quali sono oggi le principali aree di attività su cui si concentra il Suo lavoro e in che modo le indagini difensive rappresentano un punto di forza distintivo dello Studio, anche in ambito civile?
Io sono il titolare e fondatore dello “Studio Legale Prisciano – Prisciano&Partners Lawfirm” e mi occupo principalmente di diritto penale e risarcimento danni. Lo Studio, che ha sede principale in quel di Udine e sedi secondarie a Catania, Legnano (MI) e Roma, vanta stabili ed organiche collaborazioni con l’Avv. Annalisa Venir, Avvocata Cassazionista del Foro di Udine che si occupa di diritto di famiglia e diritto civile ad ampio raggio, con l’Avv. Riccardo Bianca del Foro di Siracusa che si occupa di diritto civile e diritto amministrativo e con l’Avv. Mara Manfredelli del Foro di Busto Arsizio che si occupa di malasanità, responsabilità medica e risarcimento danni derivante da errore medico. Negli ultimi mesi si sta lavorando per l’implementazione dell’offerta professionale nel settore del diritto del lavoro, attraverso una proficua collaborazione con un brillante Avvocato del Foro di Udine. In campo penale, mi occupo principalmente di procedimenti in cui agli indagati/imputati vengono contestati reati quali associazione a delinquere, rapina, furto aggravato, violenza sessuale, revenge porn, atti persecutori, maltrattamenti in famiglia, truffa (anche ai danni dello Stato), contrabbando, indebita percezione di erogazioni pubbliche, peculato, falso in atto pubblico, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, smaltimento illecito di rifiuti, omicidio e lesioni stradali, con applicazione di misure cautelari, sia personali che reali.
Di recente, in Sicilia mi sono occupato di un delicatissimo caso di estradizione in Germania di un cittadino italiano, in ragione di un Mandato di Arresto Europeo emesso sulla scorta di un procedimento penale pendente in Germania per reati con pena prevista fino a 15 anni di reclusione. È in tale contesto che le indagini difensive svolte dallo Studio si rivelano estremamente pregnanti e decisive. Fiore all’occhiello dello Studio, molto apprezzato da tutti i clienti, è infatti lo strumento delle indagini difensive.
Spesso, però, si cade nell’errore di relegare questo fantastico strumento soltanto all’alveo penale o, peggio, soltanto alla dimensione strettamente difensiva, ovverosia nella situazione in cui ci si trovi a difendere l’indagato/imputato. In realtà, lo strumento in questione è molto più elastico e spesso lo usiamo in favore della vittima per svolgere indagini preventive prima del deposito della denuncia-querela e, talvolta, viene utilizzato come grimaldello per dare maggior potere contrattuale in sede di mediazione/negoziazione assistita, ovvero per dar maggior sostegno alle richieste dell’assistito in sede civile. Svolgere bene le indagini difensive ci consente di partire davvero con il piede giusto o, talvolta, di riuscire a recuperare situazioni che sembravano ormai perse. - Negli ultimi anni il Suo Studio ha gestito casi complessi e ad alto impatto economico e umano, soprattutto in materia di responsabilità civile e risarcimento del danno. Quali sono i progetti o le evoluzioni professionali su cui state lavorando attualmente e quali obiettivi si pone lo Studio per il futuro prossimo?
Per quanto riguarda il risarcimento danni, lo scorso anno sono riuscito a far ottenere circa 1.300.000 euro quale risarcimento danni per un sinistro mortale e circa 180.000 euro quale risarcimento da perdita di chance derivante da danno estetico cagionato dal morso di un cane al viso di un bambino di 7 anni che sognava di diventare un giorno un carabiniere e che, a causa delle cicatrici riportate, non potrà mai più veder realizzato quel sogno.
Al momento sto patrocinando due importantissime cause di risarcimento danni per sinistri verificatisi sul luogo di lavoro: una per un sinistro mortale e per cui ho chiesto un risarcimento di circa 1.770.000 euro e l’altra per lesioni gravissime sul luogo di lavoro per cui ho chiesto un risarcimento di circa 770.000 euro.
Assisto altresì un cittadino italiano contro una grandissima multinazionale statunitense di produzione cinematografica per il danno derivante dall’indebito utilizzo del nome dell’assistito, nonché per la violazione del diritto all’identità personale del medesimo soggetto, all’interno di una serie TV distribuita in tutto il mondo. La richiesta risarcitoria avanzata in sede stragiudiziale alla società americana è stata di 50.000.000 di Euro. - Il riconoscimento come “Avvocato dell’Anno Diritto Penale Udine” ai Le Fonti Awards rappresenta un traguardo significativo. Cosa significa per Lei questo premio, sia a livello personale sia per la crescita e il posizionamento dello Studio?
Questo premio rappresenta il pubblico riconoscimento di un percorso professionale virtuoso, vissuto sempre con grinta e passione, senza limiti di orario né di chilometri, che mira innanzitutto ad assistere la componente umana del cliente, tutelando le sue esigenze personali, riconoscendo le sue fragilità e tutelando la sua immagine. - Alla luce della Sua esperienza nei procedimenti penali e nei casi di risarcimento danni complessi, inclusi quelli legati a responsabilità medica e sinistri gravi, quale ritiene sia oggi il valore aggiunto decisivo che uno Studio legale deve offrire al cliente per distinguersi in un contesto sempre più competitivo?
La preparazione e l’aggiornamento costante fanno certamente la differenza, ma è la comprensione del cliente a fare la differenza. Ripeto: è la componente umana a far la differenza ed è quello il valore aggiunto decisivo che uno Studio legale deve offrire al cliente per distinguersi in un contesto sempre più competitivo. Sotto questo aspetto, però, sono un po’ fatalista: certe sensibilità o ce l’hai o non ce l’hai. Credo si tratti di una dote innata, che si può certamente coltivare e migliorare, ma se non c’è, non c’è.
Ecco perché credo di non dover temere l’intelligenza artificiale: non basta conoscere a memoria articoli o sentenze per raggiungere l’obiettivo che il cliente intende raggiungere. Spessissimo per raggiungere quell’obiettivo, non basta andare da A a B come farebbe l’intelligenza artificiale, ma è necessario partire da C, passare per M, tornare ad A, passare per Z e raggiungere B. L’intelligenza artificiale non potrà mai fare tutto questo. - Guardando al futuro dello Studio Legale Prisciano e all’evoluzione della professione forense, soprattutto in ambito penale e risarcitorio, quali sono le sfide principali che prevede nei prossimi anni e in che direzione immagina di far crescere lo Studio, anche in termini di approccio, competenze e innovazione?
Nel 2026 puntiamo a rafforzare il settore del diritto del lavoro e previdenziale, nonché il settore moda, sport e spettacolo, con attenzione particolare alla tutela innanzi ad accuse di rilievi penali e tributari che vengono mossi di sovente a nuove figure professionali quali influencer e content creator. Stiamo ora puntando a consolidare una fascia di clientela che viene o che lavora nel sud-est asiatico, ovverosia Singapore, Cina, Corea, Thailandia, sino all’Australia.



