Cassazione: saluto romano è reato solo se non commemorativo

Giovedì, la Corte di Cassazione ha annullato la condanna di otto persone accusate di saluto fascista durante una commemorazione a Milano in ricordo di Sergio Ramelli il 29 aprile 2016.

La sentenza afferma che il saluto viola la legge solo se legato al “concreto pericolo di riorganizzazione del partito fascista”. La Cassazione ha annullato la decisione della Corte d’appello, ordinando un nuovo processo per valutare se il gesto avesse l’intenzione di ricreare il partito fascista. La Cassazione ha fatto riferimento alla legge Scelba del 1952 invece che alla legge Mancino, sottolineando che le manifestazioni fasciste sono vietate solo se propedeutiche alla ricostruzione del partito fascista.

Il pg Pietro Gaeta, durante la sua requisitoria, ha chiarito: “Acca Larentia, con 5mila persone, è una cosa diversa da quattro nostalgici che si vedono davanti a una lapide di un cimitero e uno di loro alza il braccio”. Continuando sulla stessa linea, ha sottolineato la necessità di distinguere “la finalità commemorativa con il potenziale pericolo di ordine pubblico”.

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